Macchie d'Inchiostro

Brani, appunti, pensieri, post-it di un'avventura letteraria

Promemoria! ^_^

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Recensione a Non Nobis Domine - I Custodi della Verità di Pia Barletta

Un etereo e antico cavaliere compare sovente nella radura mescolandosi alla nebbia.
Chi è, dove è diretto?

Un banale imprevisto impedisce a Padre Marcos e Padre Gabriel di partire. Perché i due viaggiatori hanno tanta premura di raggiungere Londra?

Il cadavere di una giovane donna viene rinvenuto lungo la riva di un fiume. Qual è il nome della ragazza apparentemente suicidatasi?

Un gesto impulsivo fa sì che Alexia acquisti un manoscritto a un’asta. Cosa leggerà sulle sue pagine?

Cosa lega questi personaggi così diversi tra di loro?

Apparentemente niente, eppure da essi si dipartono i fili che tessono la trama di Non Nobis Domine, l’ultima fatica letteraria di Cinzia Baldini e Simone Draghetti, che si snoda su due piani temporali.
Già dalle prime pagine ci si trova coinvolti a pieno ritmo negli eventi, tanto che si finisce col restare incollati alle pagine. Alexia, una giovane antiquaria, subisce un’aggressione volta a impadronirsi del manoscritto che, si scoprirà subito, è il diario di un monaco di nome Martino. I tasselli cominciano a trovare la giusta collocazione, il prezioso cimelio cela importanti informazioni e la donna, insieme al giovane commissario Fabio chiamato per le indagini, si immerge nella lettura decisa a scoprirle.

Scoprono quindi il compito che Martino deve portare a termine, solo in seguito potrà ricongiungersi alla sua amata Elisa. È un monaco e un guerriero, ma anche il servo di Dio, non conosce fino in fondo l’importanza della sua missione, e nemmeno chiede spiegazioni. La fede lo sorregge nei momenti più bui.

Non è la stessa fede che anima i due frati, Marcos e Gabriel, disposti a tutto pur di recuperare l’oggetto del contendere che cela un segreto. Ma chi li ha ingaggiati, quale l’organizzazione alle loro spalle? La Chiesa nella persona di Sua Santità? Sembrerebbe impossibile, ma la sete di potere ormai alberga in molti più cuori di quanto si possa immaginare e la squadra del commissario dovrà fare i conti con gente spietata, che non esita a uccidere chi intralcia i loro piani.
L’atmosfera quasi irreale che permea le pagine del diario si mescola sapientemente al pathos delle indagini nel cuore di Roma, un’alternanza tra storia e leggenda proposta con stile disinvolto e raffinato. Tutti i personaggi rivestono un ruolo preciso, nulla viene lasciato al caso, e presentano peculiarità tali da poterli fissare con precisione nella nostra mente, magari davanti alla Cupola di San Pietro. Così come si può immaginare Martino, intento a vergare su un foglio, alla fievole luce di una candela, parole d’amore per la sua Elisa. Non mancano interessanti informazioni sui templari, né manca qualche amara considerazione sulla potenza della Chiesa e nemmeno quel pizzico di sentimentalismo che non guasta mai. Il tutto mantenendo solido il plot narrativo, nessun "buco" né incongruenza, scorre veloce e con coerenza.
I due autori sono riusciti anche ad amalgamare benissimo i diversi eloqui, tanto che, pur soffermandomi con attenzione sulla lettura, non sono certa di aver individuato i passi dell’uno e dell’altro. Non Nobis Domine è un romanzo che rimane impresso nel cuore e nella memoria.

 

Pia Barletta per http://www.strepitesti.blogspot.com

 

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Prefazione a Non Nobis Domine - I Custodi della Verità a cura di Salvo Zappulla

Ho trovato questo romanzo di Cinzia Baldini e Simone Draghetti estremamente affascinante, un misto tra il noir e il romanzo storico. Una storia dalla trama molto solida, in cui non riscontro tempi morti. Anzi, la scrittura procede con un ritmo sempre più incalzante e i cambiamenti di scena si avvicendano con perizia dalla prima all’ultima pagina. Un noir che potremmo definire classico, con un plot solidissimo che procede serrato in un susseguirsi di scene cruente, a tratti anche estremamente violente, ma mai fini a se stesse. I personaggi si muovono come all'interno di una scacchiera, nessuna mossa è lasciata al caso. L'acquisto casuale ad un'asta di Soteby a Londra, di un vecchio diario di un monaco, Martino De Rovet, vissuto nel periodo medievale, dà inizio a una vicenda che procede parallelamente su due piani e su due tempi diversi connotando il romanzo di una sua caratteristica molto singolare e tutta la vicenda scorre frenetica sul filo del rasoio in uno stato di paura e di ansia, trasmette profonde e indimenticabili suggestioni, ci fa conoscere un mondo scintillante, il suo splendore, gli intrighi sotterranei, abitato da Cavalieri dell’Ordine del Tempio, cospiratori, uomini disposti ad immolarsi per la loro causa. Gli autori analizzano i rapporti tra uomini di potere e derelitti, affrontano i misteri della fede, del confronto tra il bene e il male, l'odio e il perdono, il dolore e la sua accettazione. Aprono squarci di luce nel passato e riportano a galla frammenti ancestrali di un tempo perduto. Sullo sfondo i costumi dell’epoca tratteggiati con pennellate degne di un’artista. Uomini dai nobili ideali a far da contrasto ad altri spietati e disposti a tutto pur di raggiungere i loro fini. La bravura di Cinzia Baldini e Simone Draghetti risiede anche nel fatto di saper assemblare personaggi di un’epoca lontana con altri della nostra società contemporanea (Alexia Fabri, la giovane antiquaria di Roma presa di mira da un ignoto killer è una figura poetica e solare, determinata, insieme al suo bel poliziotto a scoprire i risvolti di questa intricata vicenda), senza che la trama ne risenta; anzi tutti insieme diventano tessere preziose di un mosaico che si compone a incastro con lo scorrere delle pagine. Uno stile narrativo fluido, una robusta trama criminale che lega l'incipit all'ultima pagina. Un romanzo da consigliare a quanti amano le emozioni forti, vogliono sentire le scariche di adrenalina dentro il cervello.

Salvo Zappulla

 

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Non Nobis Domine - I Custodi della Verità

 

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L'acquisto casuale ad un'asta di Soteby a Londra, di un vecchio diario di un monaco, Martino De Rovet, vissuto nel periodo medievale riesce a sconvolgere la vita tranquilla e abitudinaria di Alexia Fabri, una giovane antiquaria di Roma. Tra colpi di scena, momenti di tensione, rivelazioni sconvolgenti, Alexia sarà coinvolta in un complotto scatenato dalle più alte sfere Vaticane. Una corsa sfrenata alla ricerca di un tesoro perduto, un'avventura pericolosa che metterà a repentaglio la vita di Alexia. Inquisizione, servizi segreti, fede ed azione, riempiono le pagine di questo romanzo, trasportando il lettore nell'aura magica della città eterna.

Recensione a L'Orologio Parallelo di Sandro Capodiferro

Ed ecco che a un tratto la mente si distende e le immagini, dapprima sfuocate e confuse, prendono forma e sostanza sotto una luce nuova che ne definisce e ritaglia i contorni. Come da una vecchia scatola di biscotti, per troppo tempo dimenticate, quelle fotografie di vita, passione, e storia trovano il giusto posto nell’album in cuoio rosso della nostra coscienza, il giusto archivio per i nostri ricordi, il giusto tempo, il nostro. E’ stata questa la sensazione che mi ha preso il cuore, non appena finito di leggere l’ultima pagina de "L’orologio parallelo" (Edizioni Linee Infinite 2011). Come un battito in più, tra i rintocchi del tempo e i sussulti di un’ emozione a lungo dimenticata, quella di aver trovato finalmente tra quelle pagine un vero istante di intensa riflessione, sull’ esistenza e sul suo scorrere. Nato da un’encomiabile quanto originale idea di Gianni Maritati e a lungo dibattuto tra le forme snelle di un format televisivo e quelle idealizzate di un soggetto cinematografico, questa ispirazione ha trovato finalmente il suo reale scopo, prendendo contorni, cromie e sonorità tra le abili creazioni narrative di Monica Baldacchino, Michele Gentile e Cinzia Baldini, i tre autori che ce ne regalano le pagine.

E’ proprio Michele Gentile che apre il primo dei tre racconti: L’angelo di cioccolata. Un vecchio dall’età indefinita ma dalla caparbietà stoica e coraggiosa, si aggira nei luoghi da tempo abbandonati. Sono i luoghi dai quali è fuggito molti anni prima, apparentemente senza un motivo ma inequivocabilmente in maniera discreta e quasi impercettibile, agli occhi di un mondo così poco attento a ciò che intorno accade ai suoi figli. E poi, un incidente. Sembra quasi lo scoccare di un dardo di vita, paradossalmente scagliato da un avvenimento dai nefasti presagi. Alfredo, è questo il nome del protagonista, si troverà a rivivere insieme a chi, come lui, finirà imbrigliato dalle maglie del proprio tempo, un ritorno alle passate stagioni dove, una moglie oggi evanescente e fragile, dalle paure così marcatamente latenti, rinnova i suoi dolori, facendone ricordo di una perduta serenità, sublimando ella stessa la sofferenza tra le coincidenze di un delicato quanto piacevole compromesso. Michele Gentile traccia con colpi precisi e raffinati i tratti salienti dei personaggi che si alternano nelle 84 pagine del suo racconto. Con il pennello del sagace osservatore delinea a tinte indelebili caratteri, pensieri e sensazioni dei suoi interpreti, lasciando assaporare al lettore il gusto deciso e inconfondibile del suo stile narrativo, parola dopo parola. C’è un immagine in particolare che mi ha colpito. Quella del tempo, definito da lui, "Magnifico Rapace". Un tripudio di forza, eleganza, saggezza e reverenziale timore, espresso dall’unione di due semplici parole. Una definizione rapida, dal tono ricercato che l’autore dona  quasi a monito a chi quel tempo imbriglia, tra le esili lancette appese di un illusorio e per questo instabile quadrante di vita.

E come in un gioco di sipari e scenografie a scomparsa, ecco che irrompe negli occhi e nella mente dei lettori de "L’orologio parallelo" il ticchettio del tempo scandito dal racconto di Monica Baldacchino intitolato La città sul volante. Cambiano le suggestioni e il respiro si apre a distanze nel tempo e nello spazio dal sapore vero di una città travolgente: la complice Roma. Un ragazzo e una ragazza si incontrano ed è come si fossero da sempre conosciuti. Tanto brevi sono gli attimi e compressi i tempi della loro immediata intimità, quanto lunghi e lontani sono i ricordi che fatalmente scopriranno unirli entrambi.  Un fil rouge che li accomuna, come una pergamena dai toni chiaro scuri che, nonostante le diverse provenienze, evoca in loro ricordi di vividi racconti. Il Grande Raccordo Anulare diventa teatro per il loro vissuto, dove poeticamente Monica Baldacchino trasforma quasi in versi anche i nomi storici delle consolari romane. Le parole si intrecciano sinuose fino a formare periodi di descrizioni dall’odore di strada bagnata, di gomme e di asfalto sul quale il tempo ancora una volta traccia il percorso nel quale unire i destini di chi unito lo è già stato, inconsapevolmente nel passato. Ma è nel terzo ed ultimo racconto scritto da Cinzia Baldini (Il pianista maledetto) che il protagonista del libro, così piacevolmente declinato dagli autori precedenti, prende corpo e forma umanizzati quasi a voler scoprire nel finale le sue vere intenzioni come anche i suoi moti di ira e consapevole potenza. Qualche nota nell’aria si libra da un pianoforte, il clamore degli applausi di un pubblico estasiato, la paura e la voglia che tutto ciò non abbia mai fine, e il dono estremo di cotanta sorte a chi del tempo avrà infine ragione. Un concertista affermato e la sua storia maledetta, raccontati tra i suoni gravi di un’esistenza privata della speranza e quelli argentini e acuti di un desiderio incomprimibile: essere ancora e ancora libarsi di musica, godendone non nella durata bensì nell’intensità, affinché il tempo stesso conosca lì il suo limite. Cinzia Baldini conduce la storia del suo pianista maledetto concatenando sensazioni e attese, illusioni e sincero stupore in un ritmo avvincente e mirabilmente cadenzato, fino alla scoperta del vero messaggio racchiuso nello scrigno del desiderio di ognuno di noi: un tempo che cambi forme e abiti ma si arrenda di fronte al confine della nostra consapevole ostinazione, dalla quale lui stesso sia maledetto.

Vorrei concludere lanciandovi un invito: semmai tra le pagine di quest’opera troverete qualcosa di voi e sono certo che accadrà, sarà quello l’istante nel quale il tempo vi concederà la sua miglior pausa, quella donatavi in cambio di averlo ascoltato. Abbandonatevi a questa dolce sensazione, come accade ai pensieri, nel silenzio di un battito di ciglia.

Sandro Capodiferro

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Recensione a L'Orologio Parallelo di Salvatore Spoto su Travelling Interline

Da un’idea l’impegno, da un pensiero tre direzioni, diverse ma destinate a riunirsi in un solo libro. Così è nato "L'Orologio parallelo", edito da Linee Infinite, nato dal progetto di Gianni Maritati, giornalista Rai, e sviluppato dalle valenti e incisive penne di tre autori emergenti. Le parti dell’opera: "L’angelo di cioccolata", "La città sul volante" e "Il pianista maledetto" firmate rispettivamente da Michele Gentile, Monica Baldacchino e Cinzia Baldini.

Il lettore non si aspetti la trama. Non sono abituato a raccontarla, soprattutto in questa occasione. Quel che va detto è che quest’opera "collettiva" sembra plasmata dalla stessa mano. Merito di Gianni Maritati e degli autori che hanno creduto nel progetto, facendolo proprio. Il risultato? Pagine che meritano qualcosa di più di un giudizio positivo.

Il linguaggio, infatti, scorre agile e veloce, come l’acqua limpida di un ruscello, verso la conclusione, offrendo pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo, parte dopo parte, uno spaccato dell’Italia, sotto il profilo sociale e storico, che scatena l’onda dei sentimenti, dall’emozione, all’attesa fino a raggiungere la commozione. Il tutto esaltato dalla capacità di fusione e perfetta espressione degli autori e dell’ideatore. "Orologi paralleli", dunque, è la perfetta espressione di un laboratorio culturale fondato su intelligenza e capacità espressiva.

Gianni Maritati spiega: «Le storie raccontate in questo libro nascono dalle lancette dell’anima e dai battiti della memoria. Nella consapevolezza che, per cercare di essere felici, bisogna scovare quel filo invisibile teso fra l’orologio del polso e l’orologio del cuore». Vincenzo Mollica, giornalista Rai, curatore della prefazione, scrive: «Amo l’idea di un orologio senza lancette che ci accompagna come una carezza, mentre stiamo vivendo la vita che abbiamo scelto perché merita di essere vissuta. E una vita che si fa letteratura, merita sempre di essere vissuta». Un libro da leggere per rivivere altrui esperienze e farle proprie.

Salvatore Spoto

 

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Recensione a L'Orologio Parallelo di Ilaria Salzano

Per Linee Infinite Edizioni esce una originale raccolta di racconti, a firma di Monica Baldacchino, Cinzia Baldini e Michele Gentile, da un’idea di Gianni Maritati

"L’orologio parallelo": quando il tempo non è solo una questione di minuti

 

Sempre meno ci si ferma a riflettere sul tempo che passa. Ci si affaccenda nella quotidianità senza riuscire a percepire i momenti della vita che spesso corrono troppo rapidi, sganciati dalla nostra reale consapevolezza. Ma basta solo avere l’occasione di guardarsi dentro e indietro per vedere che tempus fugit (senza ritegno) e riprendere però in mano e accompagnare in una dimensione più dolce e più tenera quella sensazione di sfuggevolezza. "L’orologio parallelo" rende il lettore immune dall’ansia del tempo, fa sì che riesca a capire la sua essenza, il suo ritmo facendone una questione di attimi, non di minuti.

Pubblicato da Linee Infinite Edizioni, "L’orologio parallelo" nasce da una trilogia di soggetti scritta tanti anni fa da Gianni Maritati e che di recente è uscita dal cassetto per diventare materia d’ispirazione di un vero e proprio laboratorio di idee: il giornalista del Tg1 unisce giovani talenti, scrittori del litorale romano dove lui stesso vive, e chiede loro di fare propri i personaggi e le storie della sua trilogia per trasformarli in racconti destinati alla pagina scritta, anche se nati per il cinema o per la tv. "Mi sembravano storie scritte più con gli occhi che con le dita, perché immaginavo già il loro sviluppo in chiave televisiva o cinematografica", scrive infatti Maritati nell’Introduzione. Ecco i titoli della raccolta: L’angelo di cioccolata, La città sul volante e Il pianista maledetto. Le firme sono, rispettivamente, di Michele Gentile, Monica Baldacchino e Cinzia Baldini (i soggetti originali sono pubblicati in Appendice). Con la fiducia che da sempre hanno per la carta stampata, i tre autori colgono l’occasione come una sfida, soprattutto verso quel lettore/spettatore al giorno d’oggi in grado di emozionarsi solo davanti alle immagini di uno schermo. "L’orologio parallelo" è il frutto di una "avventura", come la chiamano gli autori, è l’elaborazione personale di testi che nascono da una stessa penna ma che poi riescono a dividersi e intrecciarsi per poi finalmente incontrarsi sotto l’unico grande abbraccio letterario del ritmo.

"Le storie raccontate in questo libro nascono dalle lancette dell’anima e dai battiti della memoria. Nella consapevolezza che, per cercare di essere felici, bisogna scovare quel filo invisibile teso fra l’orologio del polso e l’orologio del cuore." Ad unirsi ai pensieri di Gianni Maritati, Vincenzo Mollica, amico nonché collega e compagno in una vita nel giornalismo cavalcata insieme. "Amo l’idea di un orologio senza lancette – scrive Mollica nella prefazione - che ci accompagna come una carezza, mentre stiamo vivendo la vita che abbiamo scelto perché merita di essere vissuta. E una vita che si fa letteratura, merita sempre di essere vissuta".
L’introduzione e la prefazione invitano alla lettura dei racconti non tanto per conoscere ma per far proprie quelle esperienze metaforiche e non, "vissute" dagli altri. "Allo stesso modo, - si legge ancora nell’introduzione - nell’inarrestabile voltapagina del tempo, esistono agende e calendari uguali per tutti, ma poi ognuno di noi si cala nei gusci vuoti dei giorni a modo suo, con un ritmo tutto suo". Un libro che non ha alcuna pretesa di insegnare il valore del tempo ma che inconsciamente lo fa. Se farete entrare l’orologio parallelo nelle vostre case, vi ricorderà con piacere che oltre ai timer, ai cronometri e ai conti alla rovescia, la nostra vita è fatta di attimi. Preziosi.

Ilaria Salzano

 

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Recensione a Orichalcum di Pia Barletta

Siamo nell'anno 2025 in un assolato e affascinante paesaggio egizio, tra maestose piramidi e i misteri che in esse si celano. Nella Piana di Giza sovrintende a uno scavo Nur, un'avvenente quanto promettente archeologa, coadiuvata dai suoi validi collaboratori: Omar e Paul. Tre giovani archeologi, tre colleghi, tre amici, alle prese con il ritrovamento di una misteriosa stanza e decisi a esplorarne ogni millimetro alla ricerca di tracce che possano fare luce sui segreti di un'antichissima civiltà. Saranno gli occhi attenti della donna ad accorgersi di un reperto prodigioso che spalancherà loro le porte della conoscenza, catturando il lettore in un crescendo di emozioni. In loro aiuto sarà chiamato un fisico del Cern, la cui mente razionale dovrà fare i conti con una realtà totalmente diversa da quella scientifica cui è abituato.
La fervida mente di Cinzia Baldini ci conduce così tra i misteri millenari dell'antico Egitto, miscelando sapientemente storia, scienza e fantastiche teorie fino a dar vita a un piacevolissimo fanta-archeologico, narrato con stile fluido e brillante, senza mai annoiare, dal prologo all'epilogo, amalgamando e condendo il tutto con una giusta dose di componente sentimentale. Un romanzo dai tratti delicati, che rimarrà impresso nella nostra memoria.

 

Pia Barletta per http://www.strepitesti.blogspot.com

 

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Recensione a Orichalcum di Luca

Nel 2025 viene scoperta a Giza, nel sito archeologico più importante ed enigmatico del mondo, dove regnano le grandi Piramidi e la Sfinge, la fantomatica stanza dei segreti (che molti studiosi eterodossi profetizzano e cercano da decenni)… Così inizia questo agile libro del 2009, dove Cinzia Baldini mette a frutto la sua passione per l’egittologia misterica con una vicenda fra storia antica e mitologia (col titolo che è già un ottimo indizio) che forse non dirà niente di nuovo a chi è già informato sul tema ma, grazie alla passione che l’autrice riesce a trasmettere, stimola la voglia di conoscenza e di verità dei lettori similmente appassionati, fra i quali ci sono anch’io. Gran bel sollievo trovare finalmente qualcun altro, in questo caso l’arguta Nur, come Sovrintendente alle antichità egizie al posto del terrificante – e forse mummificato, visto che sta lì da un’eternità – Zahi Hawass! Nella sfida per conquistare il cuore della protagonista Nur, tra Patrick e Paul ho tifato per quest’ultimo…

Luca (Ubik)

 

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Recensione a Orichalcum di Fede

Molto carino, l'antico Egitto esercita sempre il suo fascino.

Interessanti le teorie esposte (sebbene non proprio rivoluzionarie), così come le notizie sui miti e l'archeologia.

Scritto bene, senza cali di tensione.

Mi è piaciuto molto!

 

Fede (Anobii)

 

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L'Orologio Parallelo

 

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"L’Orologio parallelo", come scrive nella prefazione Vincenzo Mollica, volto famoso e inviato storico del Tg1 per la Redazione cultura e spettacolo, "è un orologio senza lancette che ci accompagna come una carezza, mentre stiamo vivendo la vita che abbiamo scelto perché merita di essere vissuta. E una vita che si fa letteratura merita sempre di essere vissuta e non a caso viene accompagnata da un orologio parallelo, che rispetta i tempi delle storie, perché ogni storia ha il suo tempo e il suo ritmo".